il tormentone ipad e l’editoria

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martedì, 15 febbraio 2011 

Far nascere un mito in pochi mesi oggi non è un miracolo.

Se i tempi sono grigi e c’è di mezzo una folla disperata e confusa, allora basta la parola magica e il mito nasce in fretta. Nel nostro caso il mito è quello dell’iPad, la folla è rappresentata dagli editori di quotidiani e periodici e l’oracolo miracoloso è Rupert Murdoch, boss della News Corp (che controlla dalle televisioni Fox, Sky, ecc. ai quotidiani più prestigiosi come il Times londinese o il Wall Street Journal di New York). Ebbene, all’uscita del tablet Apple, Murdoch sostenne che l’iPad avrebbe potuto essere la salvezza per il settore dei quotidiani, permettendo di uscire dalla trappola della gratuità in cui si erano più o meno volontariamente infilati con internet.

Un mondo a due facce
Il mito iPad, aiutato dalle parole di Murdoch e dalle speranze degli editori, ha rapidamente fatto proseliti in tutto l’Occidente, dove la stampa periodica e quotidiana attraversa un periodo molto difficile e complesso: sul cartaceo c’è un calo generalizzato di lettori, di copie vendute e quindi di ricavi pubblicitari. Mentre internet non offre un modello di business alternativo; anzi contribuisce al passaggio di lettori dal cartaceo alle edizioni gratuite online, su cui la raccolta pubblicitaria è una frazione dei ricavi persi sull’edizione stampata. In questo numero diamo ampio spazio alle potenzialità e agli esperimenti in corso sul tablet Apple.
In Paesi come la Cina, che si stanno sviluppando più velocemente di quelli occidentali, nessuno si è agitato più di tanto per le dichiarazioni di Murdoch. Miliardi di cittadini si stanno trasformando in consumatori e hanno la possibilità di acquistare una casa, un mezzo per spostarsi, un cellulare per tenersi in contatto e c’è grande domanda di riviste, libri e giornali. È chiaro che in Cina e in altri Paesi in rapido sviluppo la produzione e i consumi di carta stampata hanno volumi e prospettive tali che né internet né un tablet potranno intaccare in maniera significativa. In Cina si vendono giornalmente oltre 100 milioni di copie di quotidiani, su un totale mondiale di 500!

Un po’ di numeri
Che l’iPad possa restare ancora a lungo un mito occidentale lo confermano i numeri. Il tablet Apple è stato lanciato lo scorso aprile e in sette mesi ha venduto circa 7,5 milioni di unità. Recentemente il passo delle vendite mensili ha superato il milione e gli analisti ritengono che a dicembre saranno venduti almeno 2 milioni di pezzi. A fine 2010 i possessori di iPad si stimano in circa 10 milioni, quest’anno tra 35 e 50 milioni.
Tanti in assoluto, ma ancora una goccia nel mare se pensiamo che Apple vende annualmente oltre 60 milioni di iPhone e che il mercato globale degli smartphone nel 2010 è stimato tra 370 e 450 milioni di pezzi, a seconda di cosa si intende per cellulare ‘intelligente’. Ci vorranno diversi anni prima che si formi una significativa base di utenti del tablet che permetta di sviluppare modelli di business remunerativi.
E comunque è interessante notare che il figlio di Rupert Murdoch (James, responsabile europeo di News Corp.) ha recentemente sostenuto che anche l’iPad, come internet, sta avendo un’incidenza negativa sulle vendite cartacee, senza chiarire se i ricavi per l’editore  siano migliorati o peggiorati… che siano in vista nuovi dissapori famigliari in casa Murdoch?