Le guerre inutili

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sabato, 19 febbraio 2011 

Accapigliarsi su vantaggi e limiti della stampa offset e di quella digitale non aiuta nessuno. Il vero sfidante di domani è il pixel…

Che senso ha litigare e fare polemiche sul passato? Poco o niente, ma si tratta di un’attività umana tradizionale, antica almeno quanto la professione di certe signore. Il dibattito tecnico e commerciale e le continue polemiche tra i sostenitori della stampa offset e i paladini di quella digitale sono davvero inutili: mancano completamente l’obiettivo, anche quando sono supportate da solide argomentazioni.  Servono solo a distrarre l’attenzione dal convitato di pietra: il pixel.

Offset  e digitale Nessuno è abbastanza vecchio da aver assistito alla diatriba tra sostenitori della pergamena contro chi appoggiava i vantaggi della carta; nessuno ha partecipato al dibattito sui costi e i limiti dei caratteri mobili in metallo rispetto alle tavole incise sul legno ma  qualcuno dei lettori più anziani si ricorderà bene le polemiche e gli schieramenti tra fautori della stampa tipografica e sostenitori di quella offset. Con buona pace di illustri puristi e di qualche costruttore, ci ha pensato il mercato a pilotare l’evoluzione tecnologica che ha fatto trionfare la stampa offset.
Ugualmente sarà il mercato a definire le sorti future della stampa offset e di quella digitale. Convivenza? Estinzione di una a favore dell’altra? Deciderà il mercato, senza tenere in minimo conto le obiezioni degli esperti, i timori e le esitazioni di tante aziende grafiche e la preoccupazione o la speranza dei fabbricanti. Se si può fare un ipotesi, è probabile che, nel breve e medio periodo, le due tecnologie si divideranno il mercato per tipo di lavori, tirature e fogliazioni. E che queste variabili saranno in costante evoluzione a favore del digitale. Entra in gioco il pixel Ed è possibile che, in futuro, sia una stampante digitale a sfidare in qualità uno schermo pieno di coloratissimi pixel, perché sul fatto che il vero antagonista della stampa sia il pixel ci sono ormai scarsi dubbi. Ben pochi esperti, operatori e utenti hanno idea dei futuri confini della comunicazione immateriale su schermo: si può immaginare che la stampa su carta continuerà ad esistere, ma nessuno fa previsioni sul tipo di lavoro e di tirature che resteranno appannaggio della stessa (offset o digitale). Certamente nell’editoria, finchè il digitale sarà gratis e la stampa a pagamento, lo scontro sembra perso in partenza. Di converso nel packaging è difficile pensare a imballi in  tecnologia LCD o al plasma, per cui è immaginabile un predominio dello stampato. E nel segmento commerciale? Qui potrebbero crearsi 2 mercati: quello della carta stampata e quello dei prodotti crossmediali, stampati ma anche disponibili in rete, per lo schermo del computer, del telefonino o dell’iPad. Con che percentuali si spartiranno il business della comuinicazione è una previsione aperta alle scommesse.