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	<title>Pubbligraf</title>
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	<description>Stampe in Provincia di Lecce</description>
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		<title>Arrivano gli EFFETTI OFFSET UV!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[effetti uv]]></category>
		<category><![CDATA[offset uv]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi abbiamo la possibilità di arricchire la produzione di stampati con finiture nobilitanti quali vernici lucide e trasparenti su tutto o parte dello stampato, creando effetti e decorazioni in contrasto con il supporto cartaceo. Ma non solo, possiamo anche offrirti bellissime rifiniture metallizzate e pantone. Tutti questi sono effetti paragonabili a quelli serigrafici ma sicuramente più competitivi dal punto di vista del costo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cos’è</h2>
<p>E&#8217; una soluzione di stampa per ottenere <strong>effetti di lucidatura parziale. </strong>Il contrasto lucido-opaco cattura immediatamente la vista, il senso per eccellenza, e la trattiene su un’immagine, su un logo, su un dettaglio.</p>
<p>L’introduzione delle vernici uv ha creato una nuova ed entusiasmante rivoluzione nell’industria grafica. Le peculiarità di questo tipo di lavorazione sono innumerevoli, come l’elevato grado di brillantezza o l’azione protettiva dello stampato da graffi o sfregamenti, inoltre è una valida alternativa alla plastificazione, perché può essere applicata parzialmente ed ha tempi e costi più contenuti, infine la rapida essicazione permette lavorazioni successive immediate, già all’uscita dalla macchina da stampa.</p>
<p><img src="http://www.pubbligrafonline.com/email/uv/uv.jpg" alt="" width="516" height="365" /></p>
<h3>Vernice Drip-Off, essere o apparire?</h3>
<p>Il sistema drip-off impreziosisce la stampa offset tradizionale in modo discreto e vantaggioso perché ottenuto in un solo passaggio della macchina da stampa con una vernice opaca “a zona” tramite lastra ed una vernice uv lucida a tavola piena, pur non raggiungendo l’effetto serigrafico, ne è una valida alternativa, poiché <strong>più economico</strong>, ma comunque in grado di personalizzare lo stampato, rendendo le immagini accattivanti e di sicuro impatto.</p>
<h3>Inchiostro metallizzato, permettetevi il lusso!</h3>
<p>Dopo aver scelto il colore più idoneo tra una vastissima gamma di pantoni, si applica allo stampato come un tradizionale inchiostro, con indubbi vantaggi economici e pratici. lo stampato acquista lucentezza e riflesso, caratteristiche tipiche dei metalli. un semplice passaggio nella macchina da stampa e l’oggetto, sia esso un semplice catalogo pubblicitario o un pregiato libro d’arte, si arricchisce di preziosità e ricercatezza, particolarità tra le più apprezzate attualmente dal marketing e dall’editoria.</p>
<h2>Campi di applicazione</h2>
<ul>
<li>- Depliant</li>
<li>- Copertine riviste</li>
<li>- Cataloghi</li>
<li>- Bigliettini da visita</li>
<li>- Flyer</li>
<li>- Etichette adesive e altro</li>
</ul>
<h2>Vantaggi</h2>
<ul> Il nuovo sistema permette di moltiplicare l&#8217;offerta garantendo:</p>
<li>- Maggiore impatto e valore al vostro stampato</li>
<li>- Alta velocità di produzione</li>
<li>- Riduzione dei costi</li>
</ul>
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		<title>Le guerre inutili</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 12:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Accapigliarsi su vantaggi e limiti della stampa offset e di quella digitale non aiuta nessuno. Il vero sfidante di domani è il pixel&#8230; Che senso ha litigare e fare polemiche sul passato? Poco o niente, ma si tratta di un&#8217;attività umana tradizionale, antica almeno quanto la professione di certe signore. Il dibattito tecnico e commerciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Accapigliarsi su vantaggi e limiti della stampa offset e di quella digitale non aiuta nessuno. Il vero sfidante di domani è il pixel&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che senso ha litigare e fare polemiche sul passato? Poco o niente, ma si tratta di un&#8217;attività umana tradizionale, antica almeno quanto la professione di certe signore. Il dibattito tecnico e commerciale e le continue polemiche tra i sostenitori della  stampa offset e i paladini di quella digitale sono davvero inutili: mancano  completamente l&#8217;obiettivo, anche quando sono supportate da solide argomentazioni.  Servono solo a distrarre l&#8217;attenzione dal convitato di pietra: il pixel.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Offset  e digitale</strong> Nessuno è abbastanza vecchio da aver assistito alla diatriba tra  sostenitori della pergamena contro chi appoggiava i vantaggi della carta; nessuno ha partecipato al dibattito sui costi e i limiti dei caratteri mobili in  metallo rispetto alle tavole incise sul legno ma  qualcuno dei lettori più  anziani si ricorderà bene le polemiche e gli schieramenti tra fautori della  stampa tipografica e sostenitori di quella offset. Con buona pace di illustri  puristi e di qualche costruttore, ci ha pensato il mercato a pilotare  l&#8217;evoluzione tecnologica che ha fatto trionfare la stampa offset.<br />
Ugualmente sarà il mercato a definire le sorti future della stampa offset e di  quella digitale. Convivenza? Estinzione di una a favore dell&#8217;altra? Deciderà il  mercato, senza tenere in minimo conto le obiezioni degli esperti, i timori e  le esitazioni di tante aziende grafiche e la preoccupazione o la speranza dei  fabbricanti. Se si può fare un ipotesi, è probabile che, nel breve e medio  periodo, le due tecnologie si divideranno il mercato per tipo di lavori,  tirature e fogliazioni. E che queste variabili saranno in costante evoluzione a favore del digitale.  <strong>Entra in gioco il pixel</strong> Ed è possibile che, in futuro, sia una stampante  digitale a sfidare in qualità uno schermo pieno di coloratissimi pixel, perché  sul fatto che il vero antagonista della stampa sia il pixel ci sono ormai scarsi  dubbi. Ben pochi esperti, operatori e utenti hanno idea dei futuri confini della comunicazione immateriale su schermo: si può immaginare che la stampa su carta continuerà ad esistere, ma nessuno fa previsioni sul tipo di lavoro e di tirature che resteranno appannaggio della stessa (offset o digitale). Certamente nell&#8217;editoria, finchè il digitale sarà gratis e la stampa a pagamento, lo scontro sembra perso in partenza. Di converso nel packaging è difficile pensare a imballi in  tecnologia LCD o al plasma, per cui è immaginabile un predominio dello stampato. E nel segmento commerciale? Qui potrebbero crearsi 2 mercati: quello della carta stampata e quello dei prodotti crossmediali, stampati ma anche disponibili in rete, per lo schermo del computer, del telefonino o dell&#8217;iPad. Con che percentuali si spartiranno il business della comuinicazione è una previsione aperta alle scommesse.</p>
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		<title>il tormentone ipad e l&#8217;editoria</title>
		<link>http://www.pubbligrafonline.com/manutenzione</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 14:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Far nascere un mito in pochi mesi oggi non è un miracolo. Se i tempi sono grigi e c’è di mezzo una folla disperata e confusa, allora basta la parola magica e il mito nasce in fretta. Nel nostro caso il mito è quello dell’iPad, la folla è rappresentata dagli editori di quotidiani e periodici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Far nascere un mito in pochi mesi oggi non è un miracolo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se i tempi sono grigi e c’è di mezzo una folla disperata e confusa, allora basta la parola magica e il mito nasce in fretta. Nel nostro caso il mito è quello dell’iPad, la folla è rappresentata dagli editori di quotidiani e periodici e l’oracolo miracoloso è Rupert Murdoch, boss della News Corp (che controlla dalle televisioni Fox, Sky, ecc. ai quotidiani più prestigiosi come il Times londinese o il Wall Street Journal di New York). Ebbene, all’uscita del tablet Apple, Murdoch sostenne che l’iPad avrebbe potuto essere la salvezza per il settore dei quotidiani, permettendo di uscire dalla trappola della gratuità in cui si erano più o meno volontariamente infilati con internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un mondo a due facce<br />
</strong>Il mito iPad, aiutato dalle parole di Murdoch e dalle speranze degli editori, ha rapidamente fatto proseliti in tutto l’Occidente, dove la stampa periodica e quotidiana attraversa un periodo molto difficile e complesso: sul cartaceo c’è un calo generalizzato di lettori, di copie vendute e quindi di ricavi pubblicitari. Mentre internet non offre un modello di business alternativo; anzi contribuisce al passaggio di lettori dal cartaceo alle edizioni gratuite online, su cui la raccolta pubblicitaria è una frazione dei ricavi persi sull’edizione stampata. In questo numero diamo ampio spazio alle potenzialità e agli esperimenti in corso sul tablet Apple.<br />
In Paesi come la Cina, che si stanno sviluppando più velocemente di quelli occidentali, nessuno si è agitato più di tanto per le dichiarazioni di Murdoch. Miliardi di cittadini si stanno trasformando in consumatori e hanno la possibilità di acquistare una casa, un mezzo per spostarsi, un cellulare per tenersi in contatto e c’è grande domanda di riviste, libri e giornali. È chiaro che in Cina e in altri Paesi in rapido sviluppo la produzione e i consumi di carta stampata hanno volumi e prospettive tali che né internet né un tablet potranno intaccare in maniera significativa. In Cina si vendono giornalmente oltre 100 milioni di copie di quotidiani, su un totale mondiale di 500!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un po’ di numeri<br />
</strong>Che l’iPad possa restare ancora a lungo un mito occidentale lo confermano i numeri. Il tablet Apple è stato lanciato lo scorso aprile e in sette mesi ha venduto circa 7,5 milioni di unità. Recentemente il passo delle vendite mensili ha superato il milione e gli analisti ritengono che a dicembre saranno venduti almeno 2 milioni di pezzi. A fine 2010 i possessori di iPad si stimano in circa 10 milioni, quest’anno tra 35 e 50 milioni.<br />
Tanti in assoluto, ma ancora una goccia nel mare se pensiamo che Apple vende annualmente oltre 60 milioni di iPhone e che il mercato globale degli smartphone nel 2010 è stimato tra 370 e 450 milioni di pezzi, a seconda di cosa si intende per cellulare ‘intelligente’. Ci vorranno diversi anni prima che si formi una significativa base di utenti del tablet che permetta di sviluppare modelli di business remunerativi.<br />
E comunque è interessante notare che il figlio di Rupert Murdoch (James, responsabile europeo di News Corp.) ha recentemente sostenuto che anche l’iPad, come internet, sta avendo un’incidenza negativa sulle vendite cartacee, senza chiarire se i ricavi per l’editore  siano migliorati o peggiorati… che siano in vista nuovi dissapori famigliari in casa Murdoch?</p>
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